Isola di Capraia

giovedì, 05.11.09

SAGRA DEL TOTANO: QUANDO TUTTO E' MOLTO BELLO.

Sagra del Totano 2008. Brutta edizione, male organizzata. Non ci siamo - doverosamente - risparmiati in critiche. Ma l’edizione di quest’anno, quella che si è svolta nel fine settimana del 1/11 scorso è stata a dir poco bellissima. E non ci risparmieremo - doverosamente - in elogi. Baciata dalla fortuna con due giornate di tempo magico in cui molti hanno anche fatto il bagno, la Sagra è stata ben organizzata e si è svolta in un clima di festa gioiosa per tutta l’isola che è tornata a riempirsi di persone come fosse ferragosto. Molto belle le decorazioni con i parei colorati forniti da Aegylon a sventolare per tutto il porto, simpatiche le bandiere gialle e carina l’accoglienza delle navi in arrivo. La gara di pesca è stata una magia: a buio decine di luci colorate si distendevano davanti alla baia del porto sovrastate da una splendida luna piena. Bellissimo. Fantastica l’idea di accompagnare lo svolgimento della due giorni con musica dal vivo e complimenti a chi ha suonato e cantato: mai invasivi, mai catalizzanti l’attenzione o sovrastanti l’evento ma un piacevole sottofondo a ciò che si è svolto. Complimenti ai ristoranti che hanno partecipato, stavolta ben organizzati e con un prezzo standard, cosa molto piaciuta al pubblico. Belle le panche ed i tavoli in legno stile oktoberfest. Insomma, tutto molto bello e come tale percepito dall‘utenza. Merito di chi la ha organizzata, stavolta con un po’ di anticipo, e di un ( forse ) rinato spirito di collaborazione. La manifestazione, oramai risulta chiaro a tutti, è diventata - alla sua ottava edizione - un evento che comincia ad essere conosciuto e gradito in buona parte d’Italia e questo deve far riflettere su due cose. La prima è che la creazione e la ripetizione nel corso del tempo di un evento produce un risultato in termini di pubblicità della nostra isola, gradimento da parte dell’utenza ed un ravvivamento della presenza turistica anche in corso di un fuori stagione. La qual cosa dovrebbe spronare Pro Loco, Comune e quanti altri a guardare alla sagra come un esempio da seguire in altre occasioni da pensare e realizzare a breve termine in coda o all‘inizio della stagione vera e propria.. La seconda cosa su cui riflettere è che una sagra così amata dal pubblico non deve perdere l’occasione di perfezionarsi - anche le cose buone sono perfettibili - e di offrire un panorama più ampio che non il singolo fine settimana. Sarebbe, infatti auspicabile l’idea di allargare la sagra ad un periodo di una settimana, calcolando che spesso la data del 1° di novembre cade come preludio di un ponte o di allungamento del fine settimana stesso. In che modo è presto detto: si potrebbe partire con l’apertura della settimana lasciata alla Regata del Totano, prevedere un paio di giorni dopo una “Maratona del Totano” ( una corsa attraverso l’isola in collaborazione con le associazioni di skyrunning, presenti a decine in alta Italia ), proseguire con un torneo di calcetto del totano ( vado a caso, si può pensare a milioni di cose ) e terminare con la gara di pesca e la sagra vera e propria. Una settimana di eventi accompagnati da musica dal vivo tutte le sere e da un percorso culinario “totanesco” all’interno di tutti i ristoranti di Capraia ( buona anche l’idea di un piccolo premio a chi visita almeno tre ristoranti nel corso della manifestazione ). Ampio respiro, insomma. Puntare in alto per chiudere la stagione con una settimana eccezionale. E non abbiano paura gli organizzatori, non pensino di fare il passo più lungo della gamba: si ricordino che per un programma di tale respiro troverebbero collaborazione da parte di tutti i cittadini e di ogni singolo operatore. Sarebbe interesse di tutti ( a tal proposito: perché non mettere in palio un soggiorno sull’Isola? Sono convinto che un albergo che lo mette a disposizione, a chiedere, lo si trovi…). Ci si metta subito ad elaborare un piano di massima. Perché la nostra Sagra adesso lo merita. Ed anche l’Isola di Capraia.
Autore: sottovento Categoria: Diari di Vacanza Ore: 04:46 Commenta

mercoledì, 22.07.09

BACHECA IMPRESSIONI 2009

Come è stata la Vostra vacanza? Avete trovato un nuovo posto, siete venuti a Capraia. Ma come è trascorso il Vostro periodo sull'Isola? Come erano i servizi? Siete stati delusi da Capraia o vi ha affascinato?

Lasciate qua sotto le vostre impressini sulle vacanze appena trascorse. Saranno utili a noi per poter migliorare la nostra offerta e farvi trovare la prossima volta un posto ancora più bello.

Ciao. Scrivete.

giovedì, 12.02.09

UNA FORTUNA SFACCIATA !

Meglio di un terno secco sulla ruota di Napoli. Meglio di un sei al superenalotto.

A cosa mi riferisco? Alla sentenza che, finalmente, dopo 17 anni restituisce a Capraia i territori dell'ex colonia penale sotto forma di bene collettivo. Era l'ora. Chiariamo cos'è un bene collettivo: è un bene che appartiene a tutti i cittadini residenti in quel luogo e come tale non può essere alienato. D'altra parte può essere affittato, dato in concessione etc. Unico vincolo: le risorse che ne derivano vanno reimpiegate su quel territorio.

Dove sta la fortuna e per chi, chiedete voi?

Ma che diamine. La fortuna è di Capraia, ma in special modo del suo Comune, che teoricamente è l'organo demandato alla gestione di quei beni.

Avere a disposizione - finalmente - il patrimonio vuol dire poter programmare. decidere cosa verrà qui e cosa verrà là. Finalmente il comune potrà decidere cosa fare di quei territori, fabbricati, strade, terreni.

Tutto qua, dite voi?

No, no. Una volta programmato il Comune potrà dare i vari lotti in concessione a privati che li sfrutteranno, diciamo, per un lasso di tempo di 25 anni. 

Traduzione: Per 25 anni il Comune di Capraia potrà contare su una entrata annua fissa e certa per un 25 ennio, potendosi permettere di spendere tanti, tanti, tanti soldini dei quali oggi lamenta l'assenza. 

Traduzione successiva: Capraia avrà la possibilità reale di vedere sviluppare, mantenere e promuovere un patrimonio unico. Lo si farà grazie ai dindi che, ogni anno, inesorabilmente, pioveranno sul comune numerosi e che dovrano essere reinvestiti sul territorio.

Gaudeamus, igitur!

C'è anche un'altro aspetto da tener presente, e vogliamo suggerirlo ai più sgamati di questa amministrazione, posto che ve ne sia un paio ma non sono certo comunque lo faccio ugualmente.

L'avere una rendita certa, buona e per tempo indefinito permette di andare presso qualunque istituto di credito a battere cassa. Una cassa sostanziosa, intendo.

Ed ecco che, come per magia, si potrebbe pensare anche ad una società mista pubblico/privato che acquisti una bella nave di linea e la faccia lavorare con base Capraia.

Capraia/ Livorno, Capraia/ Portoferraio, Capraia/ Bastia ....

Pensa che bello. No more Toremar per tutti gli anni a venire...

Di pr ogetti ne possono essere sviluppati tantissimi. Ambiziosissimi.

coi neuroni giusti.

Ecco perchè questa sentenza è meglio, molto meglio del Superenalotto.

Autore: sottovento Categoria: Pungiglione Ore: 20:23 Commenta

venerdì, 07.11.08

LIBERTA' DI ESPRESSIONE!

Riporto integralmente l'articolo di un lettore a proposito della maricoltura, un argomento che anche secondo me andrebbe approfondito un po' di più. Voglio precisare che su questo blog hanno albergato tutti i commenti mai inviati, qualunque opinione sostenessero. I commenti da me a volte cancellati sono unicamente quelli recanti gratuite e sgarbate offese personali che ritengo non meritevoli di pubblicazione.

E dunque:

" Caro S. e Presidente, permettimi di ricordarti le belle e nobili parole che hai scritto quando hai presentato questo Blog: "... Questo Blog avrà l'onore e la modestia di pubblicare proteste ed elogi, mozioni e smentite, pareri diversi e diverse campane... con un unico fine... offrire a tutti noi Capraiesi la possibilità di essere realmente informati su fatti che riguardano la nostra Comunità... Chi è informato può autonomamente costruirsi un'opinione su ciò che lo riguarda, sul futuro della propria Isola... dei suoi figli e della propria Comunità...." Bene!! dimostra che le tue parole non sono solo il frutto di un esercizio linguistico, ma anche di una reale convinzione! Te ne do l'opportunità : non cancellare, come hai fatto con altri commenti non graditi, questo articolo pubblicato da Marevivo, Associazione che vanta fra i suoi membri di spicco anche qualcuno che ha casa sull'Isola ma che non si è mai espresso pubblicamente sull'argomento che tratta l'articolo.

REGOLARE L'ACQUACOLTURA

Gli impianti di allevamento intensivo di pesci in gabbie galleggianti necessitano di interventi quali la somministrazione di cibo, la protezione da malattie ed il loro confinamento per la protezione dai predatori. Oggi queste forme di allevamento consentono di ottenere ottime rese in spazi molto ristretti come quelli delle vasche galleggianti. Ottimi risultati sono raggiunti fornendo ai pesci una dieta regolare, incrementata da additivi chimici ( i nutrienti ) e da ingenti quantità di antibiotici, per la profilassi e la cura di malattie batteriche. Sia i nutrienti che gli antibiotici passano all'ambiente esterno o con il cibo non utilizzato o con le deiezioni. I nuutrienti residui, quali azoto e fosforo, causano problemi di eutrofizzazione ed inquinamento e gli antibiotici, causando l'accumulo negli organismi e la distribuzione nella catena alimentare, provocano un progressivio aumento dei ceppi patogeni resistenti, con grave rischio anche per la salute umana. Pertanto le attività di acquacoltura comportano un continuo rilascio in mare di elevate quantità di farmaci , nutrienti e deiezioni che contaminano le acque circostanti. Il potenziale impatto può riguardare la massa d'acqua, il sedimento, le comunità naturali, l'uso dell'acqua per la balneazione ed il paesaggio. Appare evidente che l'allevamenti ittico necessiti di specifiche metodiche di gestione che rispettino la qualità delle risorse naturali sfruttate. Pertanto, sia per gli impianti già in uso che quelli di futura realizzazione, devono essere rispettate le seguenti prescrizioni: - Localizzare gli impianti in mare aperto, a opportuna distanza dalla costa, tenendo in debita considerazione l'andamento ed il flusso delle correnti - Localizzare gli impianti in zone di mare distanti da centri balneari e/o di elevata frequentazione turistica.

Autore: sottovento Categoria: Pungiglione Ore: 03:43 Commenti: 2

venerdì, 29.08.08

ASSOCIAZIONE PROPRIETARI DI CASA: FUORI DA OGNI POLEMICA

Riporto un post inviato da un lettore, per dare una risposta chiara a molte travisazioni che si fanno in merito all'Associazione Proprietari di casa di Capraia.

"Associazione Proprietari di Case di Capraia Isola: 156 soci, un terzo delle case di Capraia: leggo le attività o proposte: ma sono tutte rivolte a migliorare e a valorizzare il patrimonio edilizio ( pannelli fotovoltaici ) , a migliorare ad incrementare il turismo ( agevolando le discese a mare ed eventualmente - questo lo dico io - a rimpascere le cale di sabbia, ove non era mai stata vista ; ma quanti turisti prevede di accogliere? 5mila, 10mila, 15mila?), a stringere alleanze con la Confedilizia, benemerita organizzazione di costruttori notoriamente amanti della natura e delle coste solitarie e dirupate dell'Isola! Ma cosa ha proposto, questa organizzazione, per il BENE dell'Isola? Forse una campagna per il risanamento del laghetto, con intervento di suoi volontari? forse monitorare le acque per la protezione della posidonia di Portovecchio, minacciata pesantemente dagli allevamenti di pesce ? Forse richiedendo il controllo delle attività di pesca , anche sui cosiddetti dilettanti, che poi tanto dilettanti non sono, visto che il pesce lo rivendono ed anche a caro prezzo, infischiandosene dei limiti di cattura imposti dalla legge? Forse intervenire con pressioni sul parco per limitare il numero di muflòoni? Forse pressando il Comune affinchè il suo vigile elevi multe a chi, anche turista, si lava nel porto con saponi, spreca l'acqua potabile , lasciando aperte le manichette, orina e defeca all'aperto in mezzo ai cespugli vicino al porto? Forse insistendo col Comune per far bonificare l'area del porto del Sig. (sic!) Mazzei, elegantissimo biglietto da visita dell'Isola per chi ci viene la prima volta? Forse assicurandosi che tutti i suoi associati che ( aimè!) affittano camere o case, le consegnino in perfette condizioni di pulizia e di arredo , ( ed a norma di impianto elettrico) ai malcapitati clienti?"

Caro Amico, Le rispondo da Presidente dell'Associazione che Lei cita, nonchè da ideatore e fondatore della stessa.

Lei fa una polemica strana, probabilmente non conoscendo nè gli scopi statutari dell'Associazione, nè i suoi ambiti di azione e provvedo dunque a chiarirli a Lei ed a chi questo possa interessare.

L'Associazione nasce per dare tutela al patrimonio edilizio unico dell'Isola di Capraia, con ciò intendendo l'esatto contrario di quanto Lei afferma, ovvero di proteggere un centro abitato bellissimo da deturpazioni o speculazioni edilizie non consone rispetto al carattere unico che Capraia possiede. Essa non è una organizzazione turistica, indi non vuole accogliere nessun numero di turisti, compito spettante, direi, al Comune ed alle sue scelte in tema di politica turistica e di accoglienza. L'Associazione rileva problemi legati alla "vivibilità" dell'isola e l'iniziativa sulle discese a mare è volta a proporre una soluzione adeguata per questo che è - volere o volare - un problema di vivibilità. Altro non potrà essa fare che proporre, non avendo alcun potere decisionale in merito ad iniziative che riguardano, ancora, il Comune.

L'Associazione non "stringe alleanze", non è uno Stato in guerra, caro Amico. L'affiliazione ad una associazione di categoria come Confedilizia garantisce ai soci una serie di servizi utili come le consultazioni catastali o assistenza tecnica o legale su problemi fiscali, tecnici ed amministrativi legati alla propria casa.

L'Associazione non è e non può essere un organo di controllo e di sanzione dello Stato, lei si sbaglia. Per il controllo della pesca, professionale o sportiva c'è la Guardia Costiera, nonchè l'Ente Parco. Che c'entriamo noi?

Per i progetti di pulizia del Laghetto, che se vi fossero appoggeremmo con ogni forza, o di limitazione dei mufloni o per il monitoraggio delle posidonie di Portovecchio,esiste una Comunità Montana, una ARPAT, un Ente del Parco Nazionale dell'Arcipelago, tutti organi che Lei finanzia con le sue tasse e che sono demandati a progettare ed eseguire questo tipo di interventi. Mi spiega come dovremmo intervenire noi su competenze dello Stato? Siamo una Associazione di cittadini, mica un organo elettivo dello Stato che riscuote risorse pubbliche e che le stesse impiega in progetti volti a favore del territorio.

Accogliendo un'anima ecologista che alberga nella nostra Associazione ( e come non potrebbe esserci, considerando noi il Parco una risorsa - malfunzionante ma ancora tale-?) stiamo portando avanti un progetto di fotovoltaico ad integrazione del progetto regionale Isola Verde che prevede per Capraia l'autosufficienza energetica ad emissioni zero. C'è in questo qualcosa di sbagliato o che stride con Capraia? Noi crediamo invece che questo progetto sia qualificante per l'isola intera. Pensi: essere la prima isola europea energeticamente autosufficiente senza inquinare e per di più Parco Nazionale e Parco Marino Europeo! Cosa staremmo sbagliando in questo, secondo Lei?

Insomma, caro Amico: ad ognuno le proprie competenze. La nostra Associazione, fondata a tutela dell'isola nel suo insieme, del suo patrimonio architettonico e dei propri soci, non può in alcun modo sostituirsi ad enti Statali che hanno una competenza specifica su quello che Lei dice. Può stimolarli, come facciamo; può progettare e proporre, come facciamo; può essere loro interlocutore, come siamo. Ma non decidere al posto d'altri che a tali decisioni sono chiamati da leggi dello Stato, mi scusi.

Inoltre credo che Lei conosca molto superficialmente la nostra attività: per Capraia ci adoperiamo in mille modi non eclatanti ma estremamente produttivi. Stiamo compiendo a nostre spese la prima ed unica catalogazione di tutti i beni storici, artistici ed archeologici di Capraia, un' opera che neppure la Sopraintendenza alle belle arti ha mai compiuto ( ed avrebbe dovuto ), abbiamo pubblicato un piccolo depliant rivolto ai visitatori proprio per consigliargli comportamenti non degradanti, inclusi quelli sulla pesca che Lei cita. Siamo intervenuti con il Comune in confutazione di alcune sue scelte edilizie o di varianti, abbiamo proposto alle istituzioni il progetto del recupero di Sant'Antonio come possibile centro museale e sudi del Parco dell'Arcipelago. Insomma tutte cose che, ritengo, siano fatte in favore dell'Isola e di nessun altro.

Non ci confonda con un partito politico, nè con un ente per il turismo, nè con un organo statale. La nostra è una Associazione no profit rivolta proprio alla tutela di quanto Lei vuol far trasparire dalle righe del suo intervento.

Quanto agli appartamenti che alcuni soci forse affittano ( ma non mi risulta questo dato così come Lei lo pone ), Lei non può rendere una Associazione responsabile degli atti che il singolo intraprende personalmente. Ma in quale mondo accade, questo?

Quindi, Caro signore, spero di aver ben chiarito la posizione dell'Associazione Proprietari di casa dell'Isola di Capraia ( www.proprietaricasacapraia.it ), le sue funzioni e parte dei suoi scopi.

La ringrazio per avermene offerto l'opportunità e Le faccio i miei più cari saluti.

Il Presidente

Lorenzo Renzi

Autore: sottovento Categoria: Discussioni serie. Ore: 19:44 Commenti: 3

domenica, 20.07.08

LA NOSTRA PERSONALE MALATTIA INVALIDANTE

Immaginiamo Tamara, una ragazza di venticinque anni, bella, alta, in salute, sportiva, allegra e dal seno procace. Ha un carattere gioviale, un fisico sportivo, nessun disturbo ed una vita sociale intensa. Poi un giorno si ammala. La sua malattia fa capo ad un progressivo ed inesorabile restringimento della bocca dello stomaco. Mangia sempre meno, sempre meno nutrienti arrivano al suo organismo, spesso ciò che cerca di buttar giù viene rifiutato e torna di nuovo all'esterno. Il suo fisico si debilita pian piano, la pelle si avvizzisce, i suoi organi interni fanno sempre peggio il loro lavoro. Il carattere allegro diviene sempre più introverso ed intristito. Meno mangia, più deperisce. Tamara, un giorno, muore. Di stenti, di mancato apporto nutrizionale a causa di una malattia talmente invalidante da portarla all'esaurimento totale fisico e psichico. L'Isola di Capraia sembra, oggi, un po' Tamara. La sua malattia, quella che causa uno scorretto apporto nutrizionale ed un progressivo deperimento delle sue risorse si chiama Toremar. Toremar è una malattia subdola ma costante, un restringimento dello stomaco di Capraia che si manifesta con più sintomi visti e rivisti nel corso degli anni ma sempre più frequenti via via che passa il tempo: ritardi così costanti da essere considerati fisiologici, un numero di corse saltate altissimo durante ogni anno, disservizi, biglietterie internet inesistenti, una rete di agenzie di vendita quasi nulla, una competitività pari a zero, navi fatiscenti, servizi a bordo inesistenti, orari che paiono usciti dall'elaborazione del primo dei ricoverati di San Salvi. E, soprattutto, con prezzi che sono fuori dal mondo e da ogni grazia divina: due persone con auto a seguito che partono e tornano di sabato spendono il doppio che per andare in Sardegna! E' così che Toremar scoraggia il turismo di Capraia, è così che mortifica chi vi possiede una casa di vacanza, è così che bastona le aspettative di chi vi risiede: con l'incertezza costante di sapere se partirà o no, se tornerà o no, se sarà possibile coniugare una vacanza coi propri impegni di lavoro. Con la sicurezza di spendere un capitale in trasferimenti in un momento di magra congiuntura economica. Con la costante disorganizzazione delle proprie strutture di terra e di bordo, con un disservizio che non farebbe onore neppure all'ultima compagnia di navigazione della Costa d'Avorio. Le ragioni sono tante: principalmente Toremar appartiene a Tirrenia, compagnia interamente statalizzata e che vive in sostanza delle tasse dei cittadini versate come finanziamenti pubblici. Per questo non ha alcuna voglia di mettersi in competizione, di migliorarsi. La sua posizione di unico gestore della tratta fa sì che non abbia neppure nessuno con cui competere. I suoi marinai prendono stipendi pieni ma lavorano 15 giorni al mese: la tratta di due ore e mezzo per Capraia viene considerato lavoro "usurante". La sua dirigenza non ha neppure lo stimolo a prevedere rotte ed orari competitivi o servizi degni di questo nome. I suoi Comandanti ( o almeno quelli che navigano le acque di Capraia ) sono individui scarsamente capaci di assumere decisioni in favore del trasporto corretto e del servizio da svolgere. Preferiscono non assumersi nessuna responsabilità, secondo il sano principio del "chi non fa non falla". Grecale? Non si parte. Libeccio? Non si parte. E' bello ma le previsioni sono così così? Non si parte. Ed il malato Capraia è sempre più grave. Un giorno Toremar compra un mezzo veloce, lo battezza "Isola di capraia" in previsione di inserirlo su questa rotta, ma l'attracco non è l'ideale. Aspettate, gli viene detto: il porto commerciale è questione di poco. Oggi il porto ed il nuovo attracco è in fase di completamento, potrebbe ospitare un mezzo veloce ma l'"isola di Capraia" è stato già rivenduto ad un altra compagnia. Da pazzi, da manicomio. Da chiedersi chi è il genio che magari prende anche uno stipendio statale fantasmagorico per queste geniali pensate. Il Ministero dei trasporti pensa di mollare la Toremar, di "regionalizzarla" con l'apporto di ossigeno dato da qualche privato ma, udite udite, neppure la Regione Toscana si vuole accollare questa sine cura e respinge l'offerta al mittente. La Toremar per Capraia è una malattia invalidante mortale, un morbo dal quale è necessario liberarsi in tempi brevissimi poichè il malato è già in fase terminale e deve nutrirsi. Di passeggeri, di sicurezze, di servizio affidabile. Di una compagnia di trasporti degna di questo nome. La medicina giusta, anche se somministrata in gravissimo ritardo - e qui i medici dovrebbero assumersi ciascuno la propria responsabilità per come hanno sottovalutato per anni questa malattia - potrebbe essere il nuovo porto commerciale, un porto che permetta di contattare altre compagnie private - PRIVATE ! - che decidano di dare un servizio decente all'Isola, di ricominciare a nutrirla di quel cibo che è prezioso: la sicurezza di un servizio di navigazione che rispetti orari, tariffe e passeggeri. E se per ottenere questo sarà necessario fare qualche sacrificio durante l'inverno, bè, lo dico senza nessuna remora: che questo sacrificio sia fatto. Meglio così che una lenta, visibile, inesorabile morte per inedia.
Autore: sottovento Categoria: Discussioni serie. Ore: 03:14 Commenti: 7

venerdì, 18.07.08

UN ATTO DI CORAGGIO.

Mi parla l'amico Sauro di una cosa che avevo già orecchiato: il fatto che l'impresa che sta eseguendo i lavori del porto si sarebbe resa disponibile, gratuitamente, a spianare cala della Mortola ed eventualmente anche Portovecchio ( per spianare intendo livellare il terreno verso il mare, così che possa naturalmente ritornare la spiaggia com'era e come è sempre stato ) e che il Comune abbia rigettato questa possibilità perchè non "sarebbe ancora a posto con i permessi del Parco".

Caro Sindaco. Capraia geme, da questo punto di vista. Serve un'atto di coraggio, serve che chi deve recepire questo favore faccia un piccolo atto di coraggio, rischi sul proprio, metta in gioco la propria pelle. Non va in galera chi sgozza i figli, in questo benedetto paese, vuoi che arrestino proprio te per aver smosso due sassi? Tutta Capraia, io per primo, manifesterebbe sotto il tribunale che volesse giudicarti ( ma quale giudizio? qui archiviano anche gli stupri...). Tutta Capraia, io per primo, pagherebbe la tua difesa coi migliori avvocati su piazza. Tutta Capraia, io per primo, sosterrebbe la tua causa sui media, sui giornali, bloccando autostrade e quello che servirebbe.

Fatti coraggio, Sindaco. Approfitta di questa opportunità, regala di nuovo e gratuitamente due spiagge a Capraia, alla tua Isola, ai tuoi turisti ai tuoi cittadini ed ai loro figli. Di' a quei pontoni che livellino i sassi delle due calette. E' una occasione unica. Non si ripeterà e se un giorno volessi procedere in questo senso, dovresti scontrarti anche con la sonora spesa da accollare ad un magro bilancio, o sperare in un progetto finanziato, forse nel 2300.

Rischia, Sindaco. Questa è l'occasione per far sì che tutti apprezzino il tuo operato, perchè è con questi atti d'autorità che riscuoteresti le simpatie di Capraia, la mia, per quello che vale, per prima.

Non perdere questa occasione, te ne prego. Le conseguenze di un tale atto, nel panorama giuridico italiano e vieppiù nella torbida e inconcludente procura di Livorno, sono pressochè nulle. Un avviso di garanzia, oggi, non lo si nega a nessuno. Ma le sue conseguenze sono talmente flebili rispetto al beneficio che l'Isola ne trarrebbe da importi quasi una scelta obbligata.

Come nel calcio, facci sognare. Abbi coraggio. Saremo tutti con te. 

 

Autore: sottovento Categoria: Pungiglione Ore: 03:57 Commenti: 6

mercoledì, 09.07.08

IL TERZO FESTIVAL MUSICALE DI CAPRAIA

CAPRAIA MUSICA – 3° edizione Dal 5 all'11 agosto torna sull'isola dell'Arcipelago Toscano la grande musica con interpreti internazionalI. L'Associazione Ars Musica Capraia, presieduta dalla Sig.ra Maria Grazia Amoruso, dopo lo straordinario successo dello scorso anno, è lieta di presentare la terza edizione del festival "Capraia Musica". Per una settimana, dal 5 all'11 agosto, il festival unirà grandi protagonisti della musica classica internazionale e appassionati di musica in una cornice intima e suggestiva. Quest'anno saranno con noi Riccardo Crocilla, primo clarinetto del Maggio Musicale Fiorentino, la grande orchestra filarmonica Mihail Jora di Bacau diretta da Pietro Borgonovo, e, per la seconda volta, il Quartetto di Cremona, ritenuto tra i migliori esempi della vocazione cameristica internazionale. Avremo inoltre una serata dedicata al leggendario pianista Miecio Horszowski, con la presenza della moglie pianista Bice Costa Horszowski. L'isola di Capraia sarà quindi anche quest'estate la cornice di una rassegna straordinaria. Chi ha fatto già l'esperienza dell'isola ne conosce la magia: situata nel cuore del parco nazionale dell' Arcipelago Toscano è uno dei siti naturali più belli d'Italia. Il sito di riferimento è: http://capraiamusica.googlepages.com
Autore: sottovento Categoria: Turismo & Ospitalità. Ore: 20:41 Commenta

domenica, 24.02.08

PERCHE' PARLARE SEMPRE DI TURISMO ?

Ciao a tutti.

Prendo spunto da uno di Voi che mi scrive un commento di questo tenore:

"Turisti, sempre Turisti! Ma hai mai pensato che ci sono persone (tante) che dei turisti non gliene impotrta nulla, anzi li vorrebbe eliminare dall'Isola, e l'inverno e la cosiddetta bassa stagione sono così belli e vivibili perchè i turisti non ci sono , o quelli che ci sono sono così discreti che quasi non si vedono? Tu parli perchè con i turisti ci campi , ma alle tante suddette persone dei turisti non gliene importa proprio nulla. I cosiddetti Capraiesi ( ci sei anche te) sono una torma ingorda di gente raccogliticcia da un po' tutte le regioni d'Italia ( ed ora incominciano a farsi vedere anche quelli extracomunitari o recentissimi comunitari ) che considera il turismo come Enzino & C. considera i pesci: creature da catturare indiscriminatamente ( a proposito,lo sapete che la pesca del pescespada è proibita per legge nei mesi invernali?) , o da allevare ingozzandoli di porcherie ed antibiotici per farli ingrassare, fregandosene dei veri interessi dell'Isola cioè , lui, del suo mare,della posidonia ( per legge pianta protetta) ormai morta in tante zone del Porto Vecchio.. (segue) "

Lo spunto è intelligente e pone un problema: perchè parlare sempre di turisti e turismo, visto che pare che a qualcuno l'isola piace proprio perchè "deserta"?

Il tono dell'intervento è chiaro. il patrimonio di Capraia è altro dal turismo ed è rappresentato da risorse naturali che non devono essere sacrificate all'interesse commerciale. Coloro che sono "cosiddetti capraiesi" trattano Capraia alla sorta di un limone da spremere, mentre l'Isola ha altri e più importanti patrimoni da salvaguardare.

Ora, lo faccio sia da "cosiddetto capraiese" che da persona che sull'isola lavora e proprio con il turismo, io vorrei chiarire a tutti il perchè di questo mio pallino di parlarne continuamente. E' molto semplice, comprensibile da tutti. Partiamo da alcuni punti fermi. Capraia non possiede giacimenti petroliferi, nè miniere di carbone, nè di rame. Non ha industrie. non produce nè trasforma nulla. Non ha risorse agricole. Non c'è allevamento. Non vi sono risorse collegate al terziario avanzato. E con questo abbiamo esaurito la catalogazione dei campi generici con i quali l'intera umanità deve confrontarsi per sopravvivere. Chiaro? Dato di fatto: Capraia non ha alcuna risorsa economica. E come poterbbe sopravvivere un'Isola ( a meno di volerne fare un'oasi naturale di preservazione, deserta e fine a se stessa ) che invece offra anche a chi come lo scrittore del commento citato ama recarvisi nel fuori stagione per vedere le sue bellezze naturali? Lo scrittore in questione, chi lo porta sull'isola? Chi lo ospita? come fa a fare la spesa? Chi lo cura se si sente male? Dove mangia? Chi smaltisce i suoi rifiuti, organici e non? Chi gli fornisce l'acqua o la luce in casa?

In soldoni: senza una piccola e necessaria comunità di supporto presente sul territorio ( i "cosiddetti capraiesi"?), neppure l'amico citato avrebbe la possibilità di venirsi a godere il fuori stagione senza gli odiati "turisti" ( ma lui chi è, un marangone o un turista anche egli?).

Corollario: perchè vi sia una comunità presente, debbono esistere delle risorse che consentano a tale comunità di sopravvivere. E tali risorse, vista la disamina fatta, non possono che essere legate al turismo.

E guardate bene: col turismo non campa solo il sottoscritto che fa l'albergatore o un negozio di abbigliamento piuttosto che un ristorante: campa anche chi fa la stagione al ristorante, il negozio che vende al ristorante e chi fa le pulizie al ristorante. Chi ristruttura il ristorante, chi gli fornisce un impianto elettrico, idraulico, fognario. Chi gli lava la biancheria, chi trasporta le cose. Tutto ciò si chiama "indotto" ed a Capraia, fatti salvi i Carabinieri e la Parrocchia, tutto è legato al turismo, se non come risorsa primaria, senz'altro come indotto. Il Comune stesso, che deve poi distribuire servizi ( dalla raccolta dei rifiuti alla sanità in giù ) campa solo perchè vi è gente sull'isola dalla quale riscuotere poche ma vitali tasse: ICI, RSU, suoli pubblici. Se non vi fosse nessuno manco il comune avrebbe mille e non potrebbe pagare i servizi. La USL non potrebbe giustificare una presenza medica fissa, così come le Poste Italiane o la Banca. la Toremar poi, fa storie adesso che c'è gente e non vedrebbe l'ora di sopprimere la corsa per capraia. Chi la paga una nave per trasportare due gatti, l'amico che ha scritto l'intervento di cui sopra?

Insomma, sostenere che "uffa, turisti, sempre turisti" pare se non del tutto insensato, quantomeno superficiale.

Che si ponga un problema di "qualità del turismo", questo è innegabile. Che l'ente preposto a pianificare il territorio, cioè il Comune, non abbia mai - dicesi mai, leggesi MAI - preso in esame un piano turistico mirato a sfruttare i cardini delle bellezze naturali di quest'Isola per creare un flusso turistico "ad hoc", è altro paio di maniche. Che oggi a Capraia il turista arriva per caso e dunque appartiene a mille tipologie diverse, anche non consone, anche che saranno deluse da quel che trovano, anche dannose per l'Isola, è altra questione.

Ma senza presenza turistica, l'Isola di Capraia chiude bottega. Anche per l'amico che i turisti ce li ha sulle palle.

Questa è la ragione per cui parlo costantemente di turismo, di come dovrebbe essere, di come lo vorremmo. Ne parlo perchè la sopravvivenza di Capraia è legata unicamente a questo, senza illusioni, senza bugie. Nessuno dica il contrario: il bidello della scuola lavora a scuola perchè ci sono bambini di una comunità. Ma la comunità c'è perchè trae le sue risorse dal turismo. Senza turismo niente comunità, niente bambini, niente scuole, niente bidello. Anche un bidello di scuola qui è legato a doppio filo alle visite di coloro che ci omaggiano di una vacanza sul nostro scoglio.

Eppure, l'amico che mi scrive, Capraia la conosce bene: sa cosa faccio, sa chi è Enzino, conosce le normative sulla pesca del pescespada e definisce i "cosiddetti capraiesi" una "torma raccogliticcia" di gente d'ogni dove.

Ma lo capisce forse che senza di essi anche a lui sarebbe negato il privilegio di venire su quest'Isola? Non c'è bisogno di essere titolari di cattedra di macroeconomia alla Bocconi per rendersi conto che un luogo per sopravvivere deve averne i mezzi e che questi ultimi non piovono dal cielo ma sono procurati dagli uomini che imprendono. E che l'unica impresa, a capraia, è il turismo.

Mi piacerebbe cogliere le opinioni di tutti, in proposito. E' ovvio che l'argomento presenta mille sfaccettature e centinaia di interpretazioni, ma scrivetele. Fatele conoscere a tutti. L'opinione di ciascuno è importante per tutti gli altri.

Ciao.

Autore: sottovento Categoria: Discussioni serie. Ore: 01:07 Commenta

sabato, 09.02.08

APPELLO A THOMAS MOORE

Caro Thomas

Il tuo post è arrivato spezzettato in più parti e sono andate tutte perdute tranne la prima ( colpa mia, che aggeggio con il pc piuttosto alla carlona...), ma siccome mi sembrava un ottimo spunto di discussione, ti prego sentitamente di riinviarmelo, così da poter partire da esso per parlarne. Grazie, a presto, spero.

Autore: sottovento Categoria: Discussioni serie. Ore: 02:01 Commenta

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