Libera-mente
Primo Piano
Roba da matti!
Domanda retorica: chi ha seguito il dibattito parlamentare, tenutosi ieri alla Camera dei Deputati, in occasione del discorso del premier in merito allo scandalo Telecom? Personalmente, non posso dire di averlo ascoltato tutto, dall’inizio alla fine, in quanto vari altri lavoretti mi hanno frequentemente distratto, tuttavia, posso ammettere di aver sostato davanti al televisore per circa un’oretta e di essermi fatto, nel complesso, un’idea generale sull’episodio. Ricordate come reagì lo stesso Prodi, in visita in Cina, alla notizia che l’opposizione lo pretendeva a riferire al Paralamento? “Cose da matti!” replicò sdegnosamente (del resto, là dove si trovava, il Presidente non ha sicuramente certi impacci e non scommetterei un fuscello che, in cuor suo, il nostro buon Professore non l’abbia invidiato nemmeno un po’, almeno per questo). Ebbene, ciononostante, l’opposizione e la maggioranza erano riuscite a farlo piegare al volere del Parlamento e, da ormai diversi giorni, altro non si aspettava che il grande discorso che avrebbe dovuto far luce su una vicenda torbida come le acque più paludose e malsane. L’intervento di ieri, non so davvero cos’altro cui si potesse aspettare, ma, di sicuro, è stato una “cosa da matti”.
Il premier, provocatore, ad insistere per ben nove volte, ripetendo l’agiografica auto-celebrazione “Per me, in particolare, sarebbe anche sconfessare parte della mia storia personale.” (stendo un velo di pietoso silenzio sulle due Presidenze-Prodi all’Iri, che, di fatto, portarono al fallimento della storica holding statale ed all’indebolimento del già fragile assetto industriale italiano); l’opposizione a fischiare, urlare cori da stadio, impedire al Presidente del Consiglio di proseguire il discorso (del resto, neppure lui stesso sembrava intenzionato a farlo); la maggioranza timidamente silenziosa, parca d’applausi seppure stretta “a testuggine” attorno al proprio generale. Che teatrino! E tutto, per dire niente, in fondo. Prodi non è riuscito a dichiararsi del tutto innocente ed all’oscuro di tutto ed ha tracciato uno scheletro di politica industriale che poteva benissimo tenersi nella zucca; la maggioranza, eccetto Giordano, che ha sollecitato nuove strategie a sostegno del lavoro, prima che dell’economia, per il resto, si è limitata a stringersi attorno al proprio leader (a stento trattengo un risata) ed a confermargli attestazioni di stima e di fiducia. Solo l’opposizione, in quattro intervento ricchi, circostanziati, ironici e provocatori al punto giusto, ha saputo sollevare le vere questioni rimaste irrisolte, il significato di certi silenzi e la vacuità del discorso del Presidente del Consiglio; ma dietro tante sollecitazioni, il silenzio. Silenzio da sordi o silenzio di chi sa e non vuole o può dire?
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